Stelle cadenti
Gratta raggi che partono da un punto. L’arcobaleno sotto il nero sembra proprio un cielo notturno pieno di stelle cadenti.
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Source: Grattage per bambini: come farlo a casa senza kit
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Tecnica artistica
Il grattage è semplice: colora un cartoncino con i pastelli a cera, stendici sopra la tempera nera e lascia asciugare. Gratta con uno stuzzicadenti e il nero si stacca in una riga sottile, mostrando i colori sotto. La cera non lascia entrare il colore, così viene via pulito.

Il tuo cartoncino da grattare: un foglio nero che, dove gratti, diventa una pioggia di stelle cadenti, una città di notte o un razzo pieno di righe arcobaleno. I fogli da grattage che si comprano in cartoleria funzionano allo stesso modo; questo costa solo pastelli e tempera. Il grattage si fa spesso anche a scuola, già alla primaria.
In Disegno Estremo (Extreme Drawing) il grattage si fa così:
Pastello a cera (barra del disegno): colora una zona a strisce vivaci. Il pastello prende solo le fibre in rilievo della carta, quindi ripassaci qualche volta.
Tempera (barra del disegno): dipingi di nero tutto il pastello.
Tempo → Aspetta 1 ora. La tempera stesa col pennello si indurisce in circa un’ora. (La tempera nera del Secchio di colore, negli Attrezzi, fa presa in pochi minuti.)
Scheda Lavoretti → Infilza → Stuzzicadenti o Spiedino (nella cassetta degli attrezzi completa): trascinalo sul nero asciutto. La punta rompe la tempera lungo una riga sottile, larga circa mezzo millimetro, fino al pastello, e le briciole cadono proprio accanto alla riga.
Prova anche: a passare lo stuzzicadenti nella tempera ancora bagnata. Invece di una riga pulita scava un solco morbido. E confronta una grattata sopra il pastello con una sulla carta nuda: senza la cera sotto, il nero è entrato nella carta.

Gratta raggi che partono da un punto. L’arcobaleno sotto il nero sembra proprio un cielo notturno pieno di stelle cadenti.
Pastelli arancioni, viola e verdi sotto il nero: gratta pipistrelli, una luna e ragnatele.
Un razzo, i pianeti e le stelle. Puntini per le stelle lontane e il fianco dello spiedino per le code delle comete.
Colora con colori vivaci, poi copri tutto con uno strato spesso di pastello a cera nero o di pastello a olio e gratta attraverso quello. Meno pasticci, ma ci vogliono braccia forti.
Per asciugare basta un tocco (Aspetta 1 ora), e Annulla rimedia a una scivolata. La grattata è una riga netta, con le briciole che cadono di lato. Pastello, tempera e attesa sono gratis; stuzzicadenti e spiedino sono nella cassetta degli attrezzi completa.
Per asciugare davvero ci vuole un’ora o una notte, e la tempera ha bisogno di un po’ di detersivo per attaccarsi alla cera. Ma il cartoncino vero ha quel suono di grattata, la cera lucida sotto il nero e un disegno da appendere al frigo.

Il pastello a cera è fatto di cera, e la cera non lascia entrare il colore. Così la tempera nera asciuga come una pellicina appoggiata sopra la cera, e una punta la può sollevare.
Per gli adulti. La cera è idrofoba: un colore ad acqua non riesce a bagnare né a penetrare una superficie cerata, quindi asciuga come una pellicola separata che aderisce poco allo strato sotto. Il detersivo è un tensioattivo: abbassa la tensione superficiale del colore, che così si stende sulla cera invece di raccogliersi in gocce. Asciutta, la pellicola è fragile, e una punta dura concentra la forza su un’area minuscola: la incrina lungo la riga e scopre la cera. Gli artisti chiamano sgraffito la tecnica di grattare uno strato per mostrarne un altro: una parola italiana usata in tutto il mondo, mentre «grattage» viene dal francese.
Per gli insegnanti
Il grattage è una tecnica classica di Arte e immagine (linea, contrasto, segno), e la scienza che c’è dietro (la cera tiene fuori l’acqua) si collega alle Scienze della primaria nelle Indicazioni nazionali: riconoscere le proprietà dei materiali, per esempio se sono impermeabili. Grattate qualche riga alla LIM per mostrare l’idea, poi fate prevedere alla classe che cosa cambia con il detersivo.
Copri un cartoncino spesso con pastelli a cera colorati, dipingilo con tempera nera mescolata con qualche goccia di detersivo per i piatti e lascialo asciugare del tutto. Poi gratta con uno stuzzicadenti.
La cera respinge l’acqua. Mescola qualche goccia di detersivo nella tempera così si stende, e dai una seconda mano quando la prima è asciutta.
Uno stuzzicadenti di legno, uno spiedino di bambù, una graffetta aperta, una penna a sfera finita o il manico di un pennello. I più piccoli vanno meglio con gli strumenti meno appuntiti.
Sì: colora con pastelli a cera vivaci, coprili con uno strato spesso di pastello a cera nero o di pastello a olio e gratta attraverso quello.
Quasi. Sgraffito è il nome italiano antico, usato per intonaci e ceramiche, per la tecnica di grattare uno strato e mostrare quello sotto; grattage è il nome che si usa di solito a scuola per la versione con pastelli a cera e nero.